#MERCATINI#LUOGHI DI INTERESSE

#MERCATINI#LUOGHI DI INTERESSE

#MERCATINI

CAMPAGNANO DI ROMA(KM11,7 – 16 minuti)

Mostra mercato d’antiquariato

Ogni ultima domenica, eccetto giugno,luglio,agosto e dicembre, nel borgo medioevale, a pochi passi da Roma, ha luogo il più importante mercato d’antiquariato e artigianato del centro Italia. Conta più di 250 espositori, tra antiquari, collezionisti, artisti, artigiani che si ritrovano per esporre mobili, argenterie, icone, ceramiche, stampe, tappeti, gioielli, orologi, marmi, cristalli, grammofoni, radio, telefoni, e altro ancora. Oltre all’oggettistica si possono trovare prodotti alimentari alternativi, come prodotti naturali e biologici, e prodotti curativi naturali, oltre ad un preziosissimo artigianato artistico.

 

TREVIGNANO:(KM18,1 – 25 minuti)

Ogni prima domenica del mese dall’alba al tramonto sul lungolago – si possono trovare oggetti di artigianato, cianfrusaglie di antiquariato (mobili poco o niente) e modernariato, banchi di dolci e di prelibatezze locali, i classici stand con tutta la merce ad un euro o poco più, accessori etnici e dell’est Europa. Ma anche quadri, stampe, cornici e piccoli accessori per la casa. (Escluso agosto e dicembre)Inf. 0699919979

 

ANGUILLARA SABAZIA:(KM 7,7 – 13 minuti)

Ogni prima domenica del mese – Mercatino di antiquariato, artigianato, rigatteria, modernariato, etnico, curiosità, è in Piazza del Molo (inizia il sabato). Info. Euro Creation Service, tel. 069942958

 

BRACCIANO:(KM 16,8 – 24 minuti)

Ogni seconda domenica del mese a Piazza IV Novembre:

oggetti di artigianato, cianfrusaglie di antiquariato (mobili poco o niente) e modernariato, banchi di dolci e di prelibatezze locali, accessori etnici e dell’est Europa. Ma anche quadri, stampe, cornici e piccoli accessori per la casa.

 

#LUOGHI DI INTERESSE

 

#CANALE MONTERANO:(KM26,5 – 39 minuti)

Monterano è un suggestivo borgo fantasma a pochi chilometri da Roma, diventato col tempo set naturale di numerose pellicole cinematografiche, grazie ai suo paesaggio immerso nel verde. Incorniciato tra i monti della Tolfa e il lago di Bracciano, le sue rovine rappresentano uno dei luoghi più affascinanti della Maremma laziale.Una città fantasma che prende il nome dall’omonima Riserva naturale e che è stata più volte set per di importanti pellicole tra cui Ben Hur con CharltonHeston nel 1959, Guardie e Ladri del 1951 di Mario Monicelli e Steno, Brancaleone alle Crociate con Vittorio Gassman nel 1970 e Il Marchese del Grillo con Alberto Sordi nel 1981, entrambi di Monicelli.

#ANGUILLARA SABAZIA:(KM 7,7 – 13 minuti)

specie nella sua parte più antica protesa verso il Lago di Bracciano, offre interessanti e suggestivi itinerari turistici. ur non avendo il blasone della vicina Bracciano sa intrattenere piacevolmente il turista con i suoi monumenti, i suoi panorami e paesaggi del territorio circostante e negli ultimi anni ha accresciuto la sua fama di anche come località turistica balneareAnguillara Sabazia si trova nel cuore dei monti Sabatini e la sua fondazione si fa risalire al periodo Repubblicano dell’antica Roma, I o II secolo a.C. Una ricca patrizia romana, Rutilia Polla, possedeva una villa sulle sponde ed aveva una forma di angolo da cui il termine “Angularia” probabile origine del nome del borgo. Il paese è stato rifatto completamente nel cinquecento; molte case conservano la struttura medievale ad ambienti sovrapposti. Non da meno sono gli elementi storico artistici che caratterizzano la parte più antica di Anguillara Sabazia ad iniziare dagli edifici religiosi tra cui la collegiata di Santa Maria Assunta situata sul punto più alto del promontorio. Da vedere son anche la quattrocentesca chiesa di San Francesco e la chiesa medievale della Madonna delle Grazie splendidamente affacciata sul lungolago. In origine, al paese di Anguillara Sabazia si accedeva tramite un ingresso segnato da una porta realizzata nel ‘500 (ancora visibile e sormontata da un orologio) ed inserita in un bastione unito ad un torrione medievale oggi sede del Museo della civiltà contadina e della cultura popolare.
Nel territorio comunale di Anguillara si trova la sorgente Claudia, nota acqua effervescente naturale. La fonte assume anche un interesse storico, poiché ancora oggi si può osservare  ciò che rimane dell’antico stabilimento di epoca romana.  E’ interessante sapere che sotto il Lago di Bracciano si trova un villaggio neolitico risalente a circa 8000 anni fa, posto vicino alla località “La Marmotta”. Nel corso degli scavi subacquei sono stati recuperati importanti reperti, tra cui in particolare cinque piroghe.

#BRACCIANO:(KM 16,8 – 24 minuti)

Il centro storico di Bracciano, con il castello annesso, è uno dei borghipiù rinomati e frequentati del Lazio. La bellezza del luogo costituito dal possente Castello e dal vicino lago, offrono al visitatore un ampio ventaglio di itinerari turistici che gli permetteranno di scoprire una delle zone più suggestive della regione anche se fin troppo minacciata da speculazioni edilizie. Le origini di Bracciano sono ancora avvolte nel mistero. Il primo insediamento urbano risalirebbe al X secolo. A partire dalla fine del IX secolo i saraceni cominciarono ad invadere il territorio. I grandi proprietari terrieri costruirono fortificazioni e castelli e molti contadini si videro costretti a lasciare le campagne per rifugiarsi all’interno delle aree fortificate. Così nacquero i primi “castrum” della zona.Tra gli edifici religiosi che compongo il patrimonio artistico e architettonico di Braccianopossiamo segnalare il Duomo di Santo Stefano, edificato presumibilmente intorno al 1200. Nel cuore di Bracciano è situata anche la Chiesa di Santa Maria Novella, il cui convento ospita attualmente il Museo Civico di Bracciano. Venne costruita per volere del Cardinale Giordano Orsini nel 1436. Situato a dominio del grande, celebre e vulcanico Lago Sabatino, Bracciano spicca agli occhi del visitatore soprattutto per l’imponente castello, visibile sin da ragguardevoli distanze. Lo splendido maniero si erge maestoso in una deliziosa piazzetta, Piazza Mazzini, con i suoi alti e poderosi torrioni circolari, quasi completamente avvolto dalle piante rampicanti, i cui colori mutano in ogni stagione, offrendo uno spettacolo assai romantico.Edificato nel XV secolo dalla famiglia Orsini sopra i resti di una rocca medievale, appartenuta ai dai Prefetti di Vico, il Castello Odescalchi, che trae il suo nome dalla famiglia che lo possedette fin dal 1696, conserva all’interno, magnifici affreschi e mobili d’epoca, ed è considerato una tra le dimore signorili fortificate, più eleganti d’Italia. Tutt’attorno si snodano i vicoli dell’antico borgo di Bracciano, uno tra i più pittoreschi della Tuscia Romana, caratterizzato com’è da abitazioni costruite interamente con la locale pietra lavica. Uno scenario ameno dunque, che però non deve trarre in inganno: di notte il castello (reso ancor più scenografico da una magistrale illuminazione artistica) assume un aspetto tetro ed oscuro che lo riporta alla mente quale scenario perfetto di quell’epoca estrosa e rivoluzionaria sì, ma anche frivola e violenta che fu il Cinquecento.

#SUTRI: (KM 29,4 – 29 minuti)

Sutri ed il suo territorio rappresentano una delle mete più straordinarie della Tuscia sotto il profilo archeologico ed ambientale. Il borgo di Sutri, arroccato lungo uno sperone tufaceo, con cui forma un tutt’uno, appare alla vista d’improvviso, con le sue torri e con le sue mura merlate, tra i meandri di un paesaggio boscoso, e rimanda agli scenari descritti dai viaggiatori del Grand Tour. Si trovano qui monumenti unici ed eccezionali, talvolta perfettamente conservati, quasi a voler sfidare il tempo, che tutta via inesorabilmente li corrode. Grazie alla sua bellezza e all’impegno verso la tutela del suo patrimonio architettonico e ambientale, nel 2003 ricevette la Bandiera Arancione come attestato di qualità turistica e ambientale dal Touring Club Italia e dalla Regione Lazio.

Un paesaggio singolare. Accanto alle necropoli, una delle caratteristiche più peculiari del territorio di Sutri è costituita della presenza di numerosi ruderi, soprattutto medievali, sparsi ed isolati nelle campagne circostanti l’abitato. Quasi ovunque si incontrano infatti, torri chiesette e resti di fortificazioni circondati da un alone di mistero, e spesso ritenuti dalla gente del posto covo di presenze spettrali. Un paesaggio davvero singolare questo, che ci ricorda altresì quanto dovette essere grande l’importanza di Sutrinel passato: uno scenario di eventi storici memorabili, che hanno lasciato il segno anche nelle curiose leggende che avvolgono questi luoghi.

 

#NEPI: (KM 24,7 – 27 minuti)

Nepi  sorge su un promontorio tufaceo protetto naturalmente da due profondi canaloni lentamente scavati dal Rio Puzzolo e dal Rio Falisco, affluenti del fiume Treia.

La parte di territorio invece che é totalmente diversa e di sicuro interesse ambientale é quella comprendente “Le Forre” che delimitano in parte anche i confini difensivi naturali del centro storico del paese. La loro particolare conformazione é stata creata nei secoli dall’erosione fluviale.

Le “Forre” e i suoi rispettivi fiumi rappresentano un ambiente a se stante e mettono in evidenza l’aspetto più tipico e selvaggio del cosiddetto paesaggio Etrusco. Visitandole si ha la sensazione di trovarsi alle origini, senza dubbio ci riconduconoalle forze generatrici della natura.  Un affascinante disegno surreale é il continuo salto dei suoi fiumi che creano pittoresche cascate.

Sala Nobile: unica sala rimasta affrescata all’interno del Palazzo Comunale, dopo uneccellente restauro ora la sala e destinata per matrimoni civili e sala di rappresentanza.La Rocca dei Borgia: Edificato su strutture che risalgono, nella fase più antica, all’età romana, venne ampliato dal cardinale Rodrigo Borgia fra il 1479 ed il 1483. Nel 1499 Rodrigo, divenuto papa, lo donò alla figlia Lucrezia. L’aspetto attuale del Castello è dovuto ai Farnese che, intorno alla metà del `500 fecero erigere, a difesa del lato ovest della cittadina, l’imponente cinta fortificata.Palazzo Comunale: La sua costruzione venne iniziata nel 1542 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane. La fontana al centro del portico, realizzata dall’architetto Filippo Barigioni, fu inserita nel 1727 a seguito della costruzionedell’acquedotto comunale. Ulteriori modifiche interessarono l’edificio che fu terminato, assumendo l’aspetto attuale, intorno alla metà del ‘700.Acquedotto di Nepi: Nel 1559 iniziarono i lavori per la costruzione dell’Acquedotto Civico. Le tubature in coccio convogliavano 1’acqua delle sorgenti, situate in località Varano, sino all’altura prospiciente le mura della citta. Fu convocato nel 1563 l’architetto Giacomo Barozzi detto Il Vignola per studiare, senza risultato, il sistema di far arrivare l’acqua all’interno del paese. Solo nel 1702 l’architetto Filippo Barigoni, mandato dal Cardinale Giuseppe Renato Imperiali, progettò le grandi arcate che ancora oggi si ammirano. L’acquedotto fu completato solo nel 1727.

La Necropoli in località Tre Ponti: La necropoli meridionale della città romana di Faleri Novi. Si sviluppa lungo una tagliata, percorsa dall’antica Via Amerina, nella quale è possibile osservare numerose tombe scavate nel tufo, insieme a resti di monumenti sepolcrali. La maggior parte delle tombe è databile fra il I secolo a. C. ed il II secolo d. C.Il Duomo di Nepi sorge, sul luogo dell’antica cattedrale che la tradizione vuole esistente già nel V secolo. La struttura dell’edificio non può, però, essere fatta risalire a prima del XII secolo. Ha subito vari rifacimenti nel corso del tempo, da ultimo la ricostruzione della copertura a seguito dell’incendio provocato dalle truppe francesi nel 1798. Della fase più antica è possibile ammirare la bella cripta.Chiesa di San Biagio: La sua esistenza è documentata per la prima volta nella metà del X secolo. L’abside reca pitture di epoca diversa, le più antiche delle quali risalenti al XII secolo. Sul lato sinistro del presbiterio un ciborio dedicato a S. Biagio ed affrescato con pitture della fine del XV secolo. La cripta è decorata con affreschi del XIII e XIV secolo. Ai visitatori che giungono a Nepi viene offerta la possibilità di effettuare una visita ad alcuni luoghi di interesse artistico, archeologico e naturalistico. Le chiese ed i palazzi del centro storico, la catacomba di S.Savinilla, la Rocca dei Borgia, la via Amerina ed i percorsi fra le forre. Insieme agli operatori del Museo Civico è possibile costruire un itinerario “su misura”, in grado di soddisfare le esigenze diverse degli utenti (alunni in visita d’istruzione, terza età, membri di associazioni culturali, gruppi familiari, singoli, ecc.).Chiesa di S.Vito a Nepi: La piccola chiesa di San Vito è ricordata in un documento del 1467. La struttura è, però, sicuramente più antica come dimostrano resti di affreschidatabili al XIV secolo.

#LAGO DI MARTIGNANO (KM 6,7 – 14 minuti)

Il lago di Martignano, situato in prossimità del lago di Bracciano, è uno dei più piccoli bacini di origine vulcanica di tutto il Lazio e si estende su una superficie di circa 2.450 Kmq.

Formatosi dall’unione di tre crateri, il lago è molto interessante dal punto di vista naturalistico: numerose sono le specie animali e vegetali che vivono sulle sue sponde. Il lago venne bonificato per la prima volta in epoca romana e successivamente verso la metà dell’800.

Tra le specie vegetali che abitano il lago di Martignano ricordiamo le diverse piante sommerse come i miriofili, e le tante qualità di piante acquatiche come le “lenticchie d’acqua”. I pioppi, i salici, le canne e gli equiseti, sono tra le principali piante emerse.

Il lago di Martignano è anche animato da diverse specie avicole che scelgono questo splendido luogo per nidificare. Tra le principali ricordiamo: la gallinella acquatica, l’airone cenerino, il germano reale, il tuffetto e il famosissimo martin pescatore. Il lago è frequentato anche da rapaci notturni e diurni tra i quali la poiana, il nibbio e il falco.

#MUSEO STORICO DELL’AERONAUTICA VIGNA DI VALLE

UN VOLO NELLA STORIA

Il Museo Storico ha sede nell’Idroscalo di Vigna di Valle, il più antico in Italia, sito sulla sponda sud del lago di Bracciano dove, nel 1904 per volontà del Maggiore del Genio Mario Maurizio Moris, padre riconosciuto dell’aviazione italiana, fu impiantato il primo Cantiere Sperimentale Aeronautico. Qui volò nel 1908 il primo dirigibile militare italiano, l’N.1, opera degli ingegneri Gaetano Arturo Crocco e Ottavio Ricaldoni. Divenuto successivamente, e fino al 1945, Centro Sperimentale per gli idrovolanti e per l’armamento navale, fu anche sede dell’88° Gruppo Caccia Marittima e nel dopoguerra del Comando del Soccorso Aereo con l’84° Gruppo Idrovolanti. Fanno da cornice al Museo, voluto e realizzato dalla Forza Armata per dare degna collocazione al patrimonio aeronautico italiano, le costruzioni e le strutture dell’Idroscalo, oggi unico sito di questo genere in Italia a mantenere intatte le caratteristiche architettoniche tipiche di un insediamento aeronautico sviluppatosi in un arco temporale che va dall’origine fino agli anni sessanta del secolo scorso.

 

#AUTODROMO DI VALLELUNGA: (KM 16 – 19 minuti)

L’autodromo Vallelunga nacque nel 1951 dalla trasformazione di un ippodromo a Campagnano di Roma. La prima corsa automobilistica ivi fu disputata il 9 dicembre su una pista di sabbia. Nel 1957, sul progetto di Piero Taruffi, fu realizzata la pista in asfalto che prevede due tracciati (Internazionale e Club). Nel 1961 Società Vallelunga (ancora di proprietà della famiglia Pesci) stipula un accordo con il comune di Campagnano di Roma per raddoppiare la lunghezza del tracciato. Nel 1967 fu aggiunta una nuova curva quando il tracciato divenne proprietà dell’Automobile Club d’Italia.

 

#ROMA – P.zza Venezia : ( KM 30 – 45 min)

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